Deliri e pensieri di una kenza on the net!

Buona Pasqua!

Ormai manca poco a Pasqua quindi voglio portarmi avanti con gli auguri e darvi uno spunto per una nail-art dedicata!

Non sono mai stata brava a disegnare ma questa idea è veramente alla portata di tutti: potete cimentarvi anche voi e farmi sapere come ve la siete cavata…

Che ve ne pare del pulcino che cammina sulle dita e va a sedersi sul pollice? 😉

  

BUONA PASQUA A TUTTI!!!

San Valentino

Un po’ in ritardo, ma buon San Valentino a tutti quelli che amano questa festa!

Ed ecco la mia nail art dedicata! 😘

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Oggi voglio pubblicare la foto di una nail art inventata velocemente, utilizzando anche la tecnica dello striping su mignolo e anulare.

Lo striping non è altro che creare disegni vari con l’ausilio di un….. nastro di scotch sottilissimo!!

E’ la prima volta che lo utilizzo quindi ho fatto qualcosa di veramente basico, ma in rete ci sono davvero molti esempi che non vedo l’ora di provare a rifare!

E voi l’avete mai provato?

NA geometrica

NA geometrica

BUON 2015!

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Buon Natale!!!

Tanti tanti auguri di BUON NATALE A TUTTI!!!

…ed ecco la mia nail-art dedicata:

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Ieri sera sono andata ad un’interessantissima conferenza al planetario di Milano.

Il planetario è uno dei miei posti preferiti della città: pensate che è stato costruito negli anni ’30, è ancora in ottimo stato, frequentatissimo e tutt’ora il più grande d’Italia.

Detto questo, la conferenza verteva sull’evento più importante del secolo (per ora) in ambito spaziale: NOI, la razza umana, siamo sbarcati su una cometa che viaggia a più di 55.000 km/h!!

Certo non siamo atterrati di persona ma riuscire a progettare calcolare e portare a termine un’impresa come questa è stato di certo un prodigio!

Voglio raccontarvi brevemente le cose che mi hanno colpito di più, ma naturalmente questo è quello che ho capito io e se volete informazioni più dettagliate e attendibili la rete offre di certo fonti più scentifiche!  🙂

Innazitutto questo progetto è iniziato circa 10 anni fa e ha coinvolto diverse nazioni europee dato che è curato appunto dall’Esa (agenzia spaziale europea) ma a bordo del lander Philae è ospitata anche un’apparecchiatura americana, dato che si tratta di un’opportunità davvero unica di studiare una cometa che può farci comprendere tantissime cose sull’universo e la sua origine.

Fra le varie strumentazioni di bordo ci sono sensori di ogni tipo, molte fotocamere ad altissima risoluzione, laboratori di analisi, pannelli fotovoltaici e anche un trapano per perforare la superficie progettato dall’Italia.

La sonda Rosetta dopo essere stata in ‘letargo’ per tutto questo tempo, la scorsa estate si è finalmente avvicinata abbastanza alla cometa, si è risvegliata e ha cominciato a mandarci bellissime immagini che sono servite a scegliere un sito per l’atterraggio. In questa immagine potete vederne la forma (probabilmente si tratta di due parti che si sono scontrate ed unite) e i vari luoghi presi in considerazione per l’atterraggio. Alla fine il sito prescelto è stato quello contrassegnato con la lettera J:

Il 12 novembre scorso, è avvenuto il distacco di Philae da Rosetta (foto scattata dal lander stesso):

…e dopo 7 ore di caduta libera (non ha motori per direzionarsi!) il lander ha colpito precisamente l’area desiderata! Un successo insperato, data la difficoltà dei calcoli effettuati 10 anni fa e inseriti in un software che doveva calcolare automaticamente il momento giusto per il distacco. Infatti le comunicazioni radio fra la Terra e la sonda hanno un ritardo di circa 28 minuti.

Purtroppo ci si è accorti subito che qualcosa non era andato per il verso giusto: le prime foto scattate da Philae appena ha avvertito il contatto con la cometa erano nere e i sensori restituivano dati quasi incomprensibili: per due ore non si è saputo nulla, poi all’improvviso altri dati di ‘impatto’, poi altro silenzio e foto confuse.

Infine tutto è stato chiaro: Philae era rimbalzata sulla cometa due volte per poi posarsi chissà dove!!

Tenete presente che la cometa ruota su se stessa compiendo un giro intero in circa 12 ore e il suo asse ruota (quindi ci sono anche le ‘stagioni’): quando il lander ha rimbalzato non è riatterrato nello stesso punto e ha anche rischiato di finire perso nell’universo dato che la cometa ha una gravità bassissima! Rapportando il peso di Philae (100 kg) alla densità della cometa, è come se il lander pesasse solo 10 grammi!

Naturalmente la sonda ha dei sistemi di ancoraggio: innazitutto un razzetto ad azoto sulla sommità che doveva azionarsi nonappena avesse toccato il suolo. Purtroppo i tecnici sapevano prima ancora che si sganciasse da Rosetta che quella valvola era difettosa e non si sarebbe aperta; la missione era in dubbio ma poi hanno deciso di procedere lo stesso contando sugli altri sistemi: delle grosse viti autofilettanti alle estremità dei tre bracci e due arpioni esattamente sotto al modulo. Sfortunatamente nessuno di questi sistemi ha funzionato: le viti non hanno fatto presa nello strato di polvere che ricopre la cometa in alcune zone e gli arpioni (azionati da nitroglicerina) non sono proprio partiti…  😦

Questo ha causato i rimbalzi e di fatto ad oggi nessuno sa con certezza quale sia la posizione di Philae (probabilmente il sito B) nè se sia in un punto ‘buono’ per le indagini. Una delle ipotesi è che sia inclinata a cavallo di un cratere, il che spiegherebbe l’immagine dell’orizzonte solo da un lato e il fatto che il trapano si sia esteso per 50 cm senza apparentemente incontrare resistenza (mentre sappiamo da altre misurazioni che la roccia lassù è davvero dura)… C’è da sperare che quando la cometa si avvicinerà al sole e si accenderà, da quel cratere non fuoriesca materiale a temperature troppo elevate o con troppa potenza perché causerebbe la perdita della sonda.

Di certo non è in un punto buono per la sua sopravvivenza: lì infatti non riceve abbastanza luce solare per ricaricarsi e così dopo aver fatto quello che poteva inviandoci i dati, si è spenta in attesa di tornare operativa. Questo dovrebbe succedere verso marzo/aprile.

Nel frattempo gli scienziati studieranno i dati e scopriremo tantissime cose interessanti, quindi mi raccomando seguite i prossimi aggiornamenti e io mi riprometto di fare un nuovo post dopo la prossima conferenza del planetario!!

TRAMA: L’audace esploratore Peter Quill è inseguito dai cacciatori di taglie per aver rubato una misteriosa sfera ambita da Ronan, un essere malvagio la cui sfrenata ambizione minaccia l’intero universo. Per sfuggire all’ostinato Ronan, Quill è costretto a una scomoda alleanza con quattro improbabili personaggi: Rocket, un procione armato; Groot, un umanoide dalle sembianze di un albero; la letale ed enigmatica Gamora e il vendicativo Drax il Distruttore. Ma quando Quill scopre il vero potere della sfera e la minaccia che costituisce per il cosmo, farà di tutto per guidare questa squadra improvvisata in un’ultima, disperata battaglia per salvare il destino della galassia.

Nuovo film della Marvel dedicato ad eroi meno famosi rispetto a Thor, Ironman, Capitan America ecc…

In due ore si sviluppa una trama avventurosa e, pregio non di poco conto, sufficientemente autoconclusiva (si può immaginare un seguito ma almeno non si rimane con la storia a metà).

Promossi gli effetti speciali, buona colonna sonora, tanta azione e umorismo; non imperdibile ma gradevole.

Voto: 6,5.

P.S.: I fan Marvel sanno bene che nei film degli eroi a fumetti dopo i titoli di coda c’è sempre una breve scenetta supplementare che a volte chiarisce qualcosa, altre volte fa un’anticipazione… Beh stavolta non perdete tempo ad aspettarla: è assolutamente inutile! 😉

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